L’arcivescovo cattolico
Angel Lagdameo, Presidente della Conferenza Vescovile cattolica delle Filippine, ha affermato questo fine settimana che il gioco d’azzardo è popolare nella zona a causa dell’alto livello di povertà, opportunamente dimenticando sia le azioni del settore del gioco che quelle della Chiesa a favore dei poveri.
Lagdameo ha detto che il gioco d’azzardo è un’attività che nasce dalla disperazione, poiché i poveri provano qualsiasi espediente per ottenere del denaro. L’arcivescovo non ha ricordato che il
Philippine Charity Sweepstakes Office dona tutti i proventi della lotteria ad organizzazioni che aiutano gli indigenti, che la lotteria è stata pensata come un metodo per convogliare il denaro della classe media verso i bisognosi.
Anche il marketing fatto per la lotteria si concentra sugli abbienti, incoraggiando la partecipazione come un modo emozionante e divertente per supportare programmi sociali ed aiutare i meno fortunati. Forse l’arcivescovo pensa che le scarse possibilità di vincere la lotteria rendano improbabile che l’acquisto del biglietto si trasformi in vincita, quasi un miracolo. E non è per lo stesso motivo che i poveri spendono i loro ultimi centesimi?
Almeno i fondi raccolti della lotteria vengono specificatamente riservati alle famiglie povere; una tale trasparenza non toccherà mai le casse della Chiesa. Forse quello che dà davvero fastidio all‘arcivescovo è l’aumento delle spese nel gioco d’azzardo in confronto al calo delle donazioni; almeno la lotteria una volta ogni tanto fa anche vincere.