Sembrava tutto pronto. Il 27 marzo prossimo presso la sede del Senato francese, il Palazzo di Lussemburgo, si sarebbe dovuta tenere una importante conferenza dal titolo "Per un adeguamento del modello francese del gioco d’azzardo e a vincita".
Dopo la redazione del II Rapporto sul gioco a firma del senatore Trucy, i principali attori del mercato si sarebbero confrontati sul futuro del settore. All’evento era prevista la partecipazione di Xavier Bertrand, Ministro delle Sanità, e di Jean François Copé, Ministro delle Finanze. Scopo della conferenza anche quello di avviare i lavori per la creazione di una autoritàper il gioco e di un osservatorio sui giochi, organismi ritenuti indispensabili per sanare il conflitto tra uno Stato croupier e l’operatore storico. Ma mentre i partecipanti stavano preparando i loro interventi si è deciso di annullare tutto e di rinviare l’evento al prossimo ottobre.
Per qualcuno non si tratta di un rinvio casuale, ma di una precisa strategia politica. E’ noto infatti che la Fdj e lo stesso governo non erano molto d’accordo con l’idea. Il timore è che la Commissione si interessi troppo dei lavori della Conferenza, anche per capire qual è la reale posizione assunta dallo Stato francese, posizione che potrebbe rivelarsi molto più indicativa della riposta ufficiale alla richiesta di chiarimenti inviata a seguito dell’avvio della procedura di infrazione per presunte restrizioni al mercato dei servizi per il gioco.
Il dubbio oggi è che la politica del gioco responsabile, promossa attraverso il Cojer e decreto d’urgenza sui minori, sia solo una politica strategica di comunicazione abilmente orchestrata, destinata alla Commissione Europea (
Jamma)