
Le società che operano nel settore delle
scommesse e del gioco online potranno ottenere una licenza inglese pagando una imposta del 2 o del 3%. E questo continuando ad operare dal paese d’origine. E’ quanto prevede il progetto di regolamentazione che presto verrà reso pubblico dal Ministro delle Finanze britannico, Gordon Brown.
Secondo quanto emerso in questi giorni la tassa avrà il nome di Remote Gaming Duty ed è considerata una sorta di compromesso per evitare l’evasione fiscale. E’ noto infatti che il Ministro sta osservando con attenzione l’attività di alcune importanti compagni e di settore, a partire da PartyPoker, 888 Holdings PLC e Ladbrokes PLC, con sede a Gibilterra. Dal prossimo settembre le aziende potranno ottenere una autorizzazione inglese in base alla nuova legge sul gioco. In ogni caso le compagnie potranno decidere di non trasferire la propria sede in Gran Bretagna pagando una imposta sui redditi lordi, come nel caso delle case da gioco . L’esatto importo di questa tassa deve essere ancora decisa ma, per molti operatori di settore, rappresenta comunque un grosso passo avanti. John O'Reilly, capo della divisione gioco ondine di Ladbrokes, ha fatto sapere che per una tassa del 3% sarebbe ben disposto a prendere una licenza britannica. (
Jamma)