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Cronaca
Domenica, 17 gennaio 2010
L’Estonia ha reso effettivo il suo Gambling Act, una norma che prevede che i casinò online debba essere collocati in server situati nel paese. Precedentemente, la legge proibiva ai server estoni di ospitare siti di gioco, ma ora i siti collocati al di fuori del paese saranno bloccati. L’Estonia sta' utilizzando questo cambiamento per aumentare le entrate dello Stato. I siti di gioco online che vogliono operare in Estonia, dovranno pagare una tassa sulle concessioni governative, oltre al 5% di imposta sull’utile lordo.
L’Estonia è l’ultimo, tra i membri dell’Unione Europea, ad ignorare le regole del trattato che richiede a tuttigli Stati di accettare reciprocamente le licenze e le procedure di regolamentazione valide in altri paesi membri e le varie procedure di regolamentazione, componenti essenziali per la creazione di un reale mercato unico. La Germania e la Francia sono tra i paesi in contrasto con la Commissione Europea proprio a causa delle loro politiche iperprotezionistiche.
Secondo l'Estonia Free Press, la condizione che richiede ai casinò online di avere sede in Estonia dovrebbe essere revocata il prossimo anno, permettendo così una concorrenza libera e leale con gli operatori di gioco online stranieri. Alcuni esperti del settore del gioco estone affermano che il mercato dovrà aprirsi, altrimenti il paese dovrà fare i conti con l'esodo degli operatori del settore del gioco online.
“La possibilità che il poker online possa essere limitato non è una buona notizia per noi,” ha detto il professionista di poker estone Imre Leibold al Baltic Times. “Se la situazione peggiora, si può considerare un cambiamento di residenza o di andare a lavorare all’estero come i muratori estoni in Finlandia.”
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Scommesse
Gioved, 12 novembre 2009
Il tentativo tedesco di mantenere un monopolio statale del gioco ed escludere i casinò online dal mercato, potrebbe essere minato dall’interno. Lo stato di Shleswig-Holstein ha dichiarato di voler aprire il suo mercato del gioco ad operatori privati, e si tira indietro dall’accordo tra gli stati tedeschi di vietare i casinò online.
Il “German State Treaty on Gaming” prevedeva un accordo degli stati tedeschi che davano il loro supporto al monopolio nazionale del gioco su internet, affermando che è l’unico modo attuabile per proteggere i clienti. Comunque, le verifiche dell’Unione Europea indicano che l’azione è motivata più da cause finanziarie, e dall’intento di proteggere il sistema di gioco statale dalla concorrenza autorizzata di operatori di casinò europei.
Ora, da quando Schleswig-Holstein è diventato il primo Stato a rifiutare l’accordo federale, altri Stati hanno fatto circolare la voce che sono pronti a seguire lo stesso esempio e a permettere la concorrenza di siti di gioco all’interno dei loro confini.
Aprire il mercato alla concorrenza europea potrebbe liberare la Germania dai potenziali costosi procedimenti di infrazione della Commissione Europea. I clienti di tutta Europa stanno chiedendo che i blocchi degli Stati protezionisti vengano rimossi per permettere una libera scelta nel gioco online. Anche se alcune forme di monopolio sono attualmente mantenute, il State Treaty finirà nel 2012, permettendo agli Stati di dare licenze liberamente ai casinò online da quella data in poi.
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Scommesse
Gioved, 1 ottobre 2009
 Ci stiamo avvicinando al momento in cui tutti i paesi del mondo liberalizzerano le loro leggi in materia di gioco online. E sembra che l'Argentina sarà il prossimo paese che legalizzerà il gioco online, molto probabilmente nei prossimi mesi. Il paese ha appena conquistato il diritto a trasmettere le partite di calcio e si pensa che il gioco su internet finanziarà questa attività. Il governo non ha confermato che il calcio sia la ragione per cui si sta valutando la legalizzazione del gioco online.
Mentre non sono state date motivazioni specifiche, le ragioni alla base di questa decisione possono essere molte. Il motivo più ovvio é quello che il gioco online potrebbe portare all'Argentina entrate per milioni di dollari. Ecco perché i legislatori stanno lavorando sodo per completare il progetto. "Stiamo lavorando perché il progetto diventi legge nei prossimi due o tre mesi", ha detto il capo del gabinetto presidenziale Anibal Fernandez.
Questa sembra essere una scadenza particolarmente ottimististica, e Fernandez riconosce che il processo di modifica delle leggi vigenti potrebbe richiedere più tempo.
L'Argentina seguirà le orme di altri paesi che hanno recentemente modificato le loro leggi in materia di gioco online. Un paese, tuttavia, che non ha ancora legalizzato il gioco su Internet é l'America.
Gli operatori di gioco online hanno atteso per anni che gli USA regolamentassero il gioco su internet. Il mercato americano é infatti il più grande mercato mondiale per il settore del gioco online, anche se le attuali norme rendono illegali le transazioni economiche verso il casinò online nel paese.
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Cronaca
Venerd, 17 luglio 2009
L'Unione Europea dovrebbe essere un mercato unico, almeno questo è quello che ci si attende se si presta ascolto alle dichiarazioni dei politici e se si valutano le norme comunitarie in vigore. Ma ad uno sguardo più attento si può vedere che all'interno di questa grande entità sovranazionale ci sono delle incrinature. Uno studio condotto da Parlamento Europeo lo scorso anno ha reso noto che 7 dei 27 membri dell'Unione Europea hanno messo fuori legge il gioco online. Delle altre 20, solo 13 hanno effettivamente liberalizzato i loro mercati. Gli altri Paesi invece limitano il gioco online attraverso monopoli o norme che richiedono licenze ed autorizzazioni rilasciate dallo Stato.
Il colpo più forte subito in questi giorni dalle società di gioco proviene dall'Olanda, la quale consente ai suoi residenti di piazzare scommesse online sono attraverso una società di monopolio statale, De Lotto. In febbraio, il Ministro della Giustizia olandese ha avvertito le banche del paese che sarebbero state perseguite nel caso avessero trasferito fondi da conti di cittadini olandesi verso i conti dei casinò online con sede all'estero.
Anche altri Paesi stanno attuando divieti di vario tipo. Germania, Estonia, Svezia e Ungheria hanno approvato o stanno valutando leggi che obblighino i fornitori di servizi internet a bloccare l'accesso ai siti di gioco. Le motivazioni che vengono fornite a supporto di questi provvedimenti fanno riferimento alla protezione dei consumatori. Un argomento che si dimostra tuttavia debole in quei paesi dove il gioco d'azzardo è gestito da Monopoli di Stato.
Il vero problema sono i soldi: le società straniere stanno infatti facendo grande concorrenza ai vari monopoli nazionali e sono in grado di drenare molte entrate. Molte società di gioco straniere hanno la loro sede a Gibilterra dove le tasse sulle vincite sono solo dell'1%, un tasso molto basso se confrontato con ad esempio l'Olanda che impone invece il 26%. E' ovvio quindi che i casinò online stranieri siano in grado di offrire bonus e promozioni migliori e più allettanti di quelli offerti dai siti di gioco online gestiti dai singoli governi. Ecco perchè i governi stanno serrano le file, togliendo la libertà di scelta ai giocatori....noi non siamo d'accordo e voi?
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Cronaca
Mercoled, 27 maggio 2009
Il progetto olandese di imitare la legge americana UIGEA istituendo sanzioni penali sulle transazioni di pagamento verso il casinò online ha provocato trambusto. Il primo operatore di gioco online denunciato, Betfair e la Commissione Europea stanno minacciando di ricorre ad un'azione legale internazionale contro il divieto posto al gioco online.
L'ordine alle banche, emesso dal Ministero della Giustizia Olandese, di rifiutare transazioni che coinvolgano siti di gioco è visto come una misura protezionistica volta a tutelare il monopolista olandese De Lotto. Le regole dell'UE richiedono agli stati membri di consentire ai concorrenti stranieri di offrire servizi che sono forniti in maniera legale da operatori nazionali. “Crediamo che l'Olanda sia in diretto contrasto con le regole dei mercati interni e indagheremo sulla questione” ha detto Charlie McCreevy, Commissario Europeo sui Mercati Interni.
McCreevy ha citato l'Olanda come uno dei paesi più intransigenti, tra le nazioni europee, per quanto riguarda le violazioni relative ai casinò online. Stanco della mancanza di risposte in merito al rispetto delle regole, McCreedy ha detto che la Corte di Giustizia Europea potrebbe essere il prossimo passo per far attuare le norme in materia di commercio nell'Unione Europea. “Abbiamo detto già l'anno scorso che almeno 10 Stati stavano contravvenendo alle norme europee sul mercato interno, per quanto riguardava il gioco d'azzardo” ha aggiunto McCreedy. “Mentre molti stati membri sono intervenuti, l'Olanda non lo ha fatto”.
Molti gruppi europei come la Remote Gaming Association hanno presentato ricorsi contro l' UIGEA presso la Commissione Europea, il presidente di iMEGA Joe Brennan, Jr., ha detto che i legislatori di Washington non daranno molta attenzione alle richieste della Commissione Europea almeno fino a quando la sua stessa situazione non sarà regolata. Brennan afferma che risolvere la confusione dell'Unione Europea è assolutamente necessario se si vuole che il Congresso prenda sul serio le violazioni sul libero scambio.
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Cronaca
Marted, 24 marzo 2009
Molte persone pensano che la gran parte delle scommesse online venga fatta negli Stati Uniti. Ma si sbagliano. Se si dà retta ai risultati di un nuovo studio condotto dai professori Robert Williams e Robert Wood della Università di Lethbridge, la realtà sembra essere differente. Lo studio è stato presentato dal The Sunday Telegraph ed i risultati indicano che la Nuova Zelanda e l’Australia sono i paesi leader per quanto riguarda le scommesse online.
Entrambi tali nazioni contano scommesse medie mensili del valore di $400 per giocatore. Lo studio è stato condotto su oltre 20.000 persone in 105 paesi del mondo. I giocatori dell’ Australia e della Nuova Zelanda hanno dichiarato di giocare online in media $435, al mese. Tale cifra è la più alta rilevata dallo studio. “I giocatori online australiani riferiscono medie di scommesse mensili più alte della media generale del nostro campione” ha dichiarato il professor Wood, “questo suggerisce che gli scommettitori online australiani spendono di più di quelli di altre nazioni.”
Alcuni pensano che il gioco d’azzardo online australiano necessiti di una regolamentazione più rigida. L’uso delle carte di credito per scommettere online è la preoccupazione principale per almeno uno dei coordinatori del comitato sui problemi legati al gioco dell’Esercito della Salvezza.
“Vorremmo sostenere qualsiasi divieto riferito alla possibilità di scommettere usando carte di credito e crediamo che il governo federale dovrebbe occuparsi di questo” ha detto Gerard Byrne. Centrebet è al centro del settore del gioco d’azzardo online con una crescita delle entrate provenienti da scommesse online, nel corso dell’ultimo anno, del 10%.
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Mercoled, 18 febbraio 2009
Prendiamoci una pausa da tutte le questioni legali sul gioco d’azzardo e temi simili. Lo sapevate che in certe parti del mondo, il gioco d’azzardo è un’attività comune durante le veglie ed i funerali? Prendete ad esempio le Filippine, una piccola nazione nel sud-est asiatico. In questo paese, è pratica diffusa organizzare vari giochi da tavolo mentre si tiene una veglia.
Molti di noi troveranno questo fatto un po’ strano, ma lasciate che ve ne spieghi le ragioni. Per la gente normale di questo paese, avere un congiunto che muore non è facile da un punto di vista finanziario. Pagare le spese del funerale è abbastanza difficile. Ancora più difficile è il fatto che di solito organizzano una veglia che dura almeno 3 giorni, alcune addirittura una settimana. E mentre si tiene la veglia, la gente arriva in massa a fare le condoglianze alla famiglia. La famiglia ha quindi le responsabilità di dar da mangiare a queste persone: spuntini, bibite e anche pasti completi!
Ora immaginatevi di avere a che fare con almeno 30 persone ogni giorno. Potete capire quanto può venire a costare una veglia! Ecco che arriva il gioco d’azzardo. Quando ci sono scommesse c’è del denaro che gira. E di cosa hanno bisogno queste persone per dar da mangiare ai propri visitatori e per pagare le spese del funerale? Soldi! Ecco perché è diventato comune consentire il gioco d’azzardo durante le veglie funebri: una parte del denaro va alla famiglia. Anche se può sembrare bizzarra, l’idea ha una sua logica, non vi pare?
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Gioved, 12 febbraio 2009
La richiesta di chiarificazione nell’ambito della normativa spagnola sul gioco d’azzardo online rimane per il momento in stallo. I benefici in termini di tasse, la protezione dei giocatori e la fornitura di servizi gratuiti da parte delle altre nazioni europee sono i principali problemi legali in ballo. Il governo, non molto tempo fa, aveva dichiarato che avrebbe presentato delle linee guida sul settore.
Il limbo dell’indecisione da parte del governo spagnolo costerà alla nazione molti euro in termini di tasse non incassate. Proprio le tasse sono al centro della discussione attuale. L’Associazione Spagnola degli Scommettitori su Internet (Aedapi) stima che le entrate degli operatori di gioco online hanno superato lo scorso anno i 200 milioni di euro, il che tradotto in tasse non incassate equivale a circa 20 milioni di euro (se si immagina un’aliquota del 10%).
"Una regolamentazione è necessaria, così invece che essere versate in Inghilterra, Austria o Malta, le tasse verranno pagate in Spagna. I membri dell’Aedapi chiedono di pagare le tasse qui.” Ha detto un rappresentante dell’associazione. Gli operatori esteri pagano le tasse nei loro paesi di origine. Nel caso delle società inglesi, il gioco online viene tassato al 15%. Nella regione di Madrid le entrate da gioco d’azzardo hanno una tassazione più competitive del 10%.
Il reportage di Swiss-Presse su questo tema afferma che la legislazione potrebbe richiede almeno un altro anno per essere portata a termine. La prossima conferenza di Maggio 2009 a Madrid spingerà gli spagnoli a rompere gli indugi oppure renderà la decisione ancora più difficile. Gli operatori nazionali ed internazionali che stanno pensando di entrare nel mercato del gioco d’azzardo online, sanno fin troppo bene che il governo si prende il tempo che vuole quando sono in ballo decisioni importanti.
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Scommesse
Luned, 26 gennaio 2009
Il paradiso tropicale dell’Oceano Indiano non è un brutto posto dove avere un ufficio!
Il sito di informazione legale web ILBS.com ha confermato che le Seychelles sono una giurisdizione legale per gli operatori di gioco d'azzardo online, all'interno delle norme stabilite dall'Interactive Gambling Act (Legge sul gioco interattivo).
Le Seychelles sono un idilliaco arcipelago tropicale di 115 isole, un migliaio di chilometri al largo della costa del Kenya, nell'Oceano Indiano.
L’IBLS avverte che l’ Interactive Gambling Act prevede la concessione di licenze e la regolamentazione del gioco d'azzardo su Internet di qualsiasi operazione effettuata da o alle Seychelles. Esso è conforme alle severe norme internazionali di regolamentazione e si richiama fortemente alla legislazione australiana.
Secondo quanto stabilito dalla legge, l'autorità di regolamentazione concederà licenze per gestire giochi interattivi solo a soggetti appropriati e si riserva il diritto di approvazione del software di gioco e del sistema di controllo.
Nel decidere di concedere o negare la concessione di una licenza, l'autorità competente può prendere in considerazione vari fattori, tra cui l’effettiva reputazione aziendale, la situazione finanziaria attuale e passata, la proprietà o la struttura societaria del richiedente, nel caso in cui fosse un individuo.
La legge prevede la revisione annuale della contabilità e del bilancio di un operatore, e la presentazione di una copia della relazione di revisione all’autorità di regolamentazione.
Gli ispettori avranno il potere di monitoraggio e dovranno far rispettare la legge.
Gli operatori che non sono delle Seychelles possono chiedere una licenza, ma dovranno designare una persona fisica residente alle Seychelles che gli faccia da agente.
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Cronaca
Marted, 2 dicembre 2008
I tentativi australiani di filtrare i contenuti di internet accessibili ai propri cittadini sta incontrando la decisa opposizione dei difensori delle libertà civili e dei gruppi anti-censura. Il governo sta proponendo un sistema che bloccherà materiale come la pornografia infantile ed i casinò online dai computer di tutto il paese.
La proposta del governo australiano ha lo scopo bloccare "contenuti indesiderati", come li ha definiti l’autorità australiana per le comunicazioni ed i media. La parte difficile è stabilire quali sono i "contenuti indesiderati". Dopo tutto, se un contenuto fosse indesiderato per tutti, non ci sarebbe alcuna necessità di filtrarlo, poiché nessuno guarderebbe un contenuto che non interessa. E come sanno tutti quelli la cui e-mail dovrebbe essere in grado di filtrare gli spam, tali filtri fanno fatica a capire se qualcosa è "spazzatura" oppure un contenuto legittimo.
Il sistema a due livelli proposto dall’ Australia, permetterebbe ai cittadini di scegliere limiti ancora più stringenti rispetto ai siti accessibili, ma al primo livello il filtro sarebbe obbligatorio e comune in tutto il paese. Alcuni australiani si chiedono se il miglior sistema per prevenire le attività criminali sia davvero quello di eliminarne gli strumenti.
Se fosse così, perché non fermare le rapine in banca semplicemente chiudendo le banche, oppure perché non bloccare le strade per evitare gli eccessi di velocità? Gli oppositori hanno anche sottolineato che il costo del programma, ed il fatto che rallenterà la trasmissione internet dell’87%, non eviteranno il fenomeno dilagante della pornografia infantile che viene scambiata soprattutto peer-to-peer (tra due computer) e l’inclusione accidentale di quasi un 10% percento di siti legittimi che verrebbero anch’essi bloccati.
Gli australiani hanno iniziato un programma "Save the Net" (salviamo la rete), per informare la gente sulla pericolosa direzione che sta prendendo il governo. Un membro del programma ha assimilato l’idea del censore con il tentativo di leggere ogni singola lettera inviata per posta prima di decidere se consegnarla al destinatario o meno.
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